“È necessario che il legislatore riservi ai professionisti un quadro organico e compiuto di interventi, all’altezza della funzione di interesse generale che essi quotidianamente esercitano. A questo si aggiunge un ulteriore elemento di criticità: i dettami europei vengono ancora una volta disattesi. La Commissione europea richiama da anni, con insistenza crescente, gli Stati membri e l’Italia in particolare alla necessità di adottare riforme strutturali volte a rafforzare la concorrenza, l’equità, la trasparenza e la tutela dei consumatori. Nonostante ciò, il legislatore italiano continua a rinviare le scelte più coraggiose in materia di servizi professionali, limitandosi a provvedimenti poco incisivi. La prova più chiara di questa mancanza è l’assenza di una vera applicazione della Direttiva (UE) 2018/958, che obbliga gli Stati membri a effettuare un test di proporzionalità prima di introdurre nuove regolamentazioni delle professioni”.