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Riforma delle professioni: un articolo su misura

Pamela Giufrè - 02/03/05

L'accesso alla professione è libero. Le associazioni possono essere riconosciute e rilasciare attestati. Il Cnel riveste un ruolo di estrema importanza. Per la formazione e l'aggiornamento professionale si tiene conto del Titolo V della Costituzione. E' consentita la pubblicità e diventa obbligatoria la polizza assicurativa.

E' soprattutto in questi punti che le “Disposizioni concernenti ordini e professioni” stabilite dal rivisto articolo 8 del decreto sulla competitività, trovano il consenso di Assoprofessioni.

Giorgio Berloffa e Roberto Falcone, rispettivamente presidente nazionale e segretario generale della confederazione delle associazioni professionali, non trattengono il compiacimento trovandosi sotto gli occhi quella che presto potrebbe diventare la riforma delle professioni. Già Assoprofessioni aveva plaudito alla notizia dello sdoppiamento della riforma, con l'inserimento dei punti più urgenti nel decreto sulla competitività e la garanzia che nella legge di conversione sarà recepito il nuovo disegno di legge di riforma delle professioni, nel quale nel frattempo saranno transitati gli altri punti restanti. Per Assoprofessioni, a questo punto, era certa l'approvazione molto più rapida e immediata dell'intera riforma.

Ma oggi, le convinzioni si fortificano ulteriormente dopo la lettura dell'articolo 8, con particolare attenzione ai commi 7-8-9 e 10, che si soffermano sulle associazioni.

“Il ministro – commentano i vertici della confederazione – dimostra di guardare nella nostra stessa direzione”.

Non soltanto Assoprofessioni è soddisfatta dall'estensione del primo comma, che stabilisce la piena libertà della professione. Ma soprattutto la confederazione apprezza il comma 9: l'attività riconosciuta continua ad essere attività libera, non attribuendo dunque alcuna esclusiva nell'esercizio. E nel contempo si potrà procedere al riconoscimento di nuove professioni, purché non ci sia sovrapposizione, ma solo con le attività riservate degli iscritti in ordini e collegi. “Un chiaro segnale – commentano Berloffa e Falcone – di apertura al riconoscimento delle nuove professioni, nella direzione di una maggiore competitività nei mercati”.

Ma sempre per l'accrescimento della competitività è anche indispensabile, a giudizio della confederazione nazionale delle associazioni professionali, la possibilità di fare pubblicità. A garantire la serietà del professionista, d'altronde, ci sarà l'obbligo di polizza assicurativa.

L'articolo 8, inoltre, sempre secondo Assoprofessioni, rappresenta quel degno ed indispensabile riconoscimento al lavoro svolto dal Consiglio nazionale dell'Economia e del lavoro, soprattutto negli ultimi anni. “Il parere del Cnel per legittimare le associazioni – dicono da Assoprofessioni – dev'essere conforme, non previo. Una previsione giusta e fondamentale”.

Certamente, il punto più importante dell'articolo riservato alla riforma delle professioni, resta comunque l'eliminazione definitiva del concetto di professioni regolamentate e non.

“E' un passo in avanti che dimostra di tener conto che tutte le professioni, sia le cosiddette tradizionali, che le nuove, rappresentano veicolo trainante per la nostra economia e per l'accrescimento della competitività sul mercato. Per questo – concludono Giorgio Berloffa e Roberto Falcone – ci auguriamo che il Titolo II resti nel decreto così com'è, asupicando anche una rapida approvazione della legge di conversione”.

 
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