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Va in diretta il mondo delle professioni: intervento di Falcone |
Pamela Giufrè - 15/10/04 |
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“La televisione per la formazione e l’aggiornamento professionale al servizio della società civile”, se ne discuterà domattina a Napoli. Appuntamento alle 8,30 nella Città della Scienza, in via Cordoglio 104, a Napoli. Ad organizzare il dibattito la direzione di Rete Brescia International, che ha pensato di parlare di professioni invitando politici e rappresentanti del mondo istituzionale ed associativo. Tra i relatori, il segretario generale di Assoprofessioni, Roberto Falcone. Di seguito uno stralcio dell’intervento che Falcone pronuncerà nel corso dell’assise. Napoli 16 ottobre 2004: "La televisione per la formazione e l'aggiornamento professionale al servizio della società civile" (…) Il mezzo televisivo, come per tutti i settori, riveste inevitabilmente anche per il mondo professionale un ruolo di particolare importanza. La sua incredibile forza di penetrazione nello spettatore, infatti, rende la televisione uno strumento idoneo alla creazione di un’opinione pubblica diffusa su un tema così rilevante qual è la riforma delle professioni. E, nel contempo – lo spiegherò meglio dopo – il piccolo schermo ha trovato una sua giusta collocazione nell'ambito dei programmi formativi e di aggiornamento professionale. Occorre tuttavia evidenziare il fatto che le professioni intellettuali, nell'ampio panorama televisivo, sono poco rappresentate. Tale dato è riscontrabile sia per le professioni regolamentate che per quelle cosiddette nuove o emergenti. Di converso, si assiste invece ad una assidua presenza televisiva di tante altre forze sociali con problematiche a volte anche marginali o meno importanti se rapportate all'esigenza di riforma del comparto professionale. Un'esigenza, quest'ultima, fortemente sentita dai lavoratori della conoscenza che intendono dotarsi di strutture e mezzi tali da poter competere con i partner europei. Ma, anche l'utenza richiede oggi servizi professionali sempre più qualificati i cui costi possano riflettere in modo equo la qualità delle prestazioni ricevute. Se pensiamo che il mondo delle professioni annovera circa 4.000.000 di professionisti, ai quali occorre aggiungere circa 1.000.000 tra tirocinanti e dipendenti degli studi; che le professioni contribuiscono a quasi il 13% del PIL, non si riesce a comprendere l'esclusione del tema del lavoro intellettuale dai palinsesti televisivi. Quello che è ancor più grave è che l'assenza delle professioni dalla ribalta dell'opinione pubblica si riflette in una contestuale assenza delle stesse dai tavoli concertativi del Governo. In definitiva, la scena politica e sociale italiana si muove senza confrontarsi minimamente con quella parte del mondo della conoscenza alla quale sono assegnati i compiti più importanti nel settore dei servizi pubblici e privati, nelle istituzioni culturali, nella scuola, nella ricerca scientifica. Conseguenza di questo atteggiamento è lo scarso interesse politico alla soluzione dei problemi dei professionisti, ma direi ai problemi del Paese. In Italia da circa vent'anni si dibatte nelle sale convegni di riforma delle professioni. Solo quest'ultima legislatura ha prodotto ben 12 progetti di legge di riforma. Ma su questo argomento, ad esclusione della stampa economica specializzata, e di poche altre iniziative, nulla si dice sulle grandi reti televisive. Tra l'altro se pensiamo che i giornalisti televisivi fanno anch'essi parte del mondo delle professioni, risulta incomprensibile la latitanza dell'argomento in televisione. Occorre quindi che i giornalisti riscoprano quel sentimento di appartenenza alle professioni e, mi sentirei di dire, anche di riconoscenza. Il mondo delle professioni regolamentate, infatti, alcuni anni fa si mobilitò a tutela dell'ordine dei giornalisti quando un referendum popolare cercò di abolirlo. Di professioni quindi non si può parlare solo per spirito corporativo e di conservazione. Le professioni costituiscono la parte più rilevante del sistema economico del Paese e come tali vanno trattate. In definitiva, è urgente per i professionisti conquistare un adeguato spazio televisivo che dia giusto risalto alla battaglia di civiltà condotta dagli Ordini e dalle Associazioni. Va riconosciuto senz'altro un merito particolare, in questi anni, a RTB International per il risalto e l'importanza data alle problematiche professionali sino a giungere all'edizione di un telegiornale specifico per i professionisti, per il quale si segnalano indici di ascolto altissimi. E' un'iniziativa che ha trovato ora spazio anche in altre emittenti, quali ad esempio 24 ore news, ma che merita maggiore diffusione tra le grandi reti nazionali. La televisione, inoltre, non è solo informazione, ma anche formazione. Su questo versante numerose sono già le iniziative presenti sul mercato della formazione professionale. Di particolare rilievo l'uso della videoconferenza satellitare e del criptato impiegato da RTB International. E' noto come i professionisti non abbiano atteso inermi il varo della riforma, ma hanno cercato di ammodernare il sistema soprattutto per ciò che concerne l'aggiornamento professionale continuo a garanzia di una sempre migliore qualità della prestazione. Ormai per l'aggiornamento professionale sia gli Ordini che le Associazioni richiedono ai propri iscritti la partecipazione a corsi per un numero minimo di ore che oscilla tra le 30 e 50. Risulta evidente il sacrificio in termini di tempo e di lavoro, che può costare la partecipazione agli eventi formativi. Tutto questo può essere facilitato dall'uso della tecnologia, e della televisione in modo particolare, che permette una frequenza ai corsi direttamente dallo studio ottimizzando sia i costi diretti che quelli indiretti per l'assenza dall'attività. Oltre alla possibilità di offrire analogo aggiornamento a tutti i dipendenti dei professionisti. (…) |
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