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E adesso il riconoscimento delle professioni in Italia |
Pamela Giufrè - 12/05/05 |
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COMUNICATO STAMPA “Adesso niente può e deve fermare il riconoscimento delle associazioni non regolamentate e delle nuove professioni, che diventa prioritario in Italia anche alla luce della direttiva europea sul riconoscimento delle qualifiche professionali”. E' il parere di Roberto Falcone, segretario generale di Assoprofessioni, dopo l' ok espresso all'unanimità da Parlamento, Consiglio e Commissione europei sul riconoscimento delle qualifiche professionali. Ci sono voluti tre anni di iter perché le 15 euro-leggi fossero accorpate ed armonizzate. Ma adesso il reciproco riconoscimento delle qualifiche professionali potrà essere una realtà in tutta l'Europa. Inevitabile, a questo punto, che l'Italia attribuisca pari dignità ai nostri professionisti rispetto a quelli degli altri paesi. La direttiva affida infatti alle organizzazioni dei professionisti, che definisce organismi, importanti compiti ai fini del riconoscimento di coloro che esercitano attività professionale, consentendo la libera circolazione di questi soggetti all'interno degli stati Ue. Ma, senza il riconoscimento delle associazioni, sarà difficile per queste ultime esercitare la funzione richiesta dall'Europa. Ecco perché – secondo Assoprofessioni – è a questo punto ancora più urgente e prioritario regolarizzare in Italia un sistema duale che di fatto esiste da vent'anni, restituendo pari dignità non soltanto tra professionisti italiani, ma anche rispetto ai colleghi europei. C'è dunque una doppia necessità. Non a caso, infatti, lo scorso 4 maggio 2005, il segretario generale della confederazione nazionale delle associazioni professionali, ha scritto al presidente della X commissione Attività produttive, l'onorevole Bruno Tabacci, e ai capigruppo della Camera dei Deputati, invitandoli a riprendere con urgenza la discussione del testo unificato A.c. 1048 ed abbinati. Il testo unificato di istituzione del certificato professionale controllato e delega al governo per la disciplina delle professioni non regolamentate è ampiamente condiviso da tutto il mondo associativo professionale. E, in questo momento, secondo Assoprofessioni, a questo consenso si può facilmente abbinare la manifesta volontà parlamentare perché le professioni trovino spazio entro questa Legislatura dopo la mancata occasione della riforma nel decreto legge 35 sulla competitività. Un terreno sul quale il nostro paese perde sempre più quota. Assoprofessioni, nei giorni scorsi ha anche colto l'appello per le professioni, lanciato dai circoli professionali della Margherita, sollecitando appunto la ripresa dei lavori della X Commissione della Camera dei Deputati sul riconoscimento delle nuove professioni. “E adesso – dichiara il segretario generale Falcone – ci associamo soddisfatti alle sollecitazioni del relatore europeo Stefano Zappalà, affinché l'Italia approvi al più presto la riforma delle professioni, accogliendo come esplicito impegno le sue dichiarazioni”. Intanto, l'ultimo tentativo legislativo per attribuire adeguata dignità professionale a milioni di soggetti che esercitano attività non regolamentate prima del termine della vigente Legislatura è unicamente rappresentato dal disegno di legge A.C. 1048. “Sarebbe – evidenzia Falcone – una riforma a costo zero che va giusto nella direzione della competitività”. |
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