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Riforma delle professioni: due commi fondamentali per i senza albo |
Pamela Giufrè - 10/03/05 |
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Il riconoscimento delle associazioni non regolamentate ed il limite alla costituzione di nuovi ordini professionali. La riforma delle professioni transiterà nel decreto legge sulla competitività con questi due principi, inseriti in altrettanti commi. Esprime soddisfazione Assoprofessioni, che, attraverso il suo segretario generale Roberto Falcone (presidente nazionale dell'associazione dei tributaristi Lapet e del sindacato italiano delle associazioni professionali Consap), ha appreso la notizia in anteprima dal responsabile per le professioni di Alleanza nazionale, Nino Lo Presti. Falcone ritiene infatti che “adesso più che mai siamo in dirittura di arrivo”. E che “dopo tanti maneggiamenti all'articolo 8 del decreto sulla competitività nel quale sono stati inseriti i punti più urgenti della riforma delle professioni, ora è più vicina la possibilità che il Consiglio dei ministri di venerdì possa accogliere definitivamente il testo”. Durante l'incontro a porte chiuse, nella prima mattina di oggi, 10 marzo 2005, tra Falcone e Lo Presti, il responsabile per le professioni ha riportato quanto emerso dal vertice di ieri sera, al quale ha partecipato anche il vicepresidente vicario di An, Ignazio La Russa. “Lo Presti – spiega Falcone – ha garantito che nei cinque commi in cui è stata definitivamente concentrata adesso la riforma delle professioni, inserita nel decreto sulla competitività, due riguardano nello specifico il riconoscimento delle associazioni professionali, purché non esercitino attività tipiche di professioni regolamentate, e il limite alla costituzione di nuovi ordini professionali”. Assoprofessioni, presieduta da Giorgio Berloffa, riconosce pertanto grande merito al responsabile per le professioni di An, che ha ribadito l'urgenza di comprendere nel decreto sulla competitività il riconoscimento delle nuove professioni e delle associazioni che le rappresentano, comprendendo che si tratta di “un articolo molto importante per l'apertura dei mercati e per l'aumento della competitività”. Ecco i due commi: “Fatti salvi gli ordini attualmente esistenti, l'istituzione di nuovi ordini è subordinata alla necessità di tutelare gli interessi costituzionalmente rilevanti o il rischio di danni sociali conseguenti ad eventuali prestazioni non adeguate”. “Le associazioni costituite da professionisti che non esercitano attività regolamentate tipiche di professioni disciplinate ai sensi dell'articolo 2229 del codice civile, se in possesso di requisiti e nel rispetto delle condizioni previste dalla legge, possono essere riconosciute”. |
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