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Comunicato stampa: un emendamento per la mobilità dei professionisti |
Pamela Giufrè 17/12/04 |
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La libera circolazione dei professionisti in Europa diventa finalmente un principio italiano. Plaude Assoprofessioni all’emendamento all’articolo 2 del testo di legge comunitaria 2004, A.C. 5179 R, approvato dalla Camera dei Deputati. La proposta di modifica presentata dall’onorevole Pierantonio Zanettin piace agli aderenti alla Confederazione nazionale delle associazioni professionali. “Finalmente – dice il segretario generale di Assoprofessioni, Roberto Falcone – si eviteranno discriminazioni al rovescio per i professionisti italiani. Per non parlare dei riflessi positivi sulla nostra economia nazionale”. Pensando a questi vantaggi l’onorevole Zanettin ha presentato il suo emendamento. “L'articolo 2 del disegno di legge comunitaria per il 2004 – ha detto durante la seduta in aula – fissa importanti principi e criteri direttivi della delega legislativa conferita al Governo. Tali direttive intervengono su numerose materie e settori normativi”. Il testo approvato alla Camera che recepisce l’emendamento in questione, eviterà l’attuale assurda situazione per la quale, professionisti provenienti da altri Stati-membri, esercitano attività con norme più favorevoli rispetto al nostro diritto nazionale. Questo, più di tutto, soddisfa Assoprofessioni. “Le cosiddette discriminazioni a rovescio – spiega il segretario generale Roberto Falcone – un concetto di elaborazione giurisprudenziale, vengono considerate dannose anche per il Governo, che a questo punto riconosce la necessità di sburocratizzare il nostro Paese in virtù della libera circolazione dei professionisti nell’ambito della comunità. Del resto – prosegue Falcone – quanto già accaduto nel libero mercato, a proposito delle merci, fa ritenere che anche la libera prestazione dei servizi professionali porterà a risultati positivi”. L’argomentazione di Assoprofessioni trova conforto anche nell’intervento parlamentare di Zanettin. “In sede di attuazione delle direttive comunitarie da parte degli Stati membri – ha riferito l’onorevole – risultano, infatti, ormai estremamente diffuse le discriminazioni a rovescio, che consistono in situazioni di disparità in danno dei cittadini di uno Stato membro o delle sue imprese che si verificano come effetto indiretto dell'applicazione del diritto comunitario”. Un concetto che l’onorevole ha ripreso dalla sentenza della Corte costituzionale numero 443 del 1997. “La Corte costituzionale – ha detto l’onorevole Zanettin – ha già in passato dichiarato costituzionalmente illegittime, per violazione del principio di uguaglianza, quelle disposizioni del nostro ordinamento suscettibili di discriminare i cittadini italiani costringendoli a rispettare una disciplina più restrittiva di quella applicata ai cittadini degli altri Stati membri in ordine ad una medesima fattispecie”. Infatti, secondo Assoprofessioni, questo è quanto accade oggi in Italia allorché un nostro professionista è impossibilitato a svolgere l’attività che invece il suo partner comunitario esercita per effetto del diritto europeo. “Bene ha fatto Zanettin a proporre questo emendamento – dice il segretario generale Roberto Falcone – dal momento che, pure appellarsi alla Corte costituzionale rappresenterebbe in questo caso un rimedio indiretto in quanto non immediatamente accessibile ai cittadini e, di conseguenza, oneroso. Il testo di legge, invece, approvato definitivamente, sanerà direttamente la disparità di trattamento. Ma, di più efficace soluzione – evidenzia Assoprofessioni – e soprattutto definitiva, sarà la riforma delle professioni”. Il testo di legge Vietti bis, secondo la confederazione delle associazioni professionali, certamente andrà anche oltre lo stesso emendamento proposto da Zanettin. E, tenendo conto dell’impegno profuso da questo governo per una rapida approvazione della riforma delle professioni, così come anche del fatto che Zanettin è un rappresentante della maggioranza, si aggiunge un elemento ulteriore per accelerare l’iter della riforma. Intanto, tornando alla proposta di Zanettin, il segretario di Assoprofessioni sostiene: “Se il testo di legge, nella versione approvata dalla Camera, sarà confermato in seconda lettura dal Senato, in effetti l’Italia avrà con largo anticipo recepito quanto già stabiliscono le due direttive comunitarie in corso di approvazione, quella sul riconoscimento delle qualifiche professionali e la direttiva sui servizi”. |
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