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Giorgio Berloffa si appella ai coraggiosi per superare le divergenze in campo
Assoprofessioni al lavoro per favorire un accordo
Nella vicenda della riforma delle professioni spunta il terzo elemento: Assoprofessioni. Se il Cup raccoglie le firme per un suo progetto di legge autonomo e il Colap, invece, le raccoglie per spingere il ddl Mastella, l'associazione guidata da Giorgio Berloffa va alla ricerca di una soluzione diversa. Assoprofessioni, circa 120 mila professionisti sta, infatti, lavorando per ´un tavolo dei coraggiosi'. L'intenzione, dichiarata a ItaliaOggi il 24 marzo, infatti, è quello di mettere intorno a un tavolo ordini, associazioni e il mondo industriale. Un progetto che, secondo quanto risulta a ItaliaOggi, è già partito con discrezione con Berloffa nel ruolo di mediatore. Dal confronto dovrebbe uscire una proposta il più possibile condivisa da sottoporre all'attenzione delle commissioni congiunte giustizia-attività produttive, dove si sta portando avanti un'indagine conoscitiva sulle professioni e che dovrà contribuire a scrivere un testo unificato che sia la sintesi fra il ddl Mastella, le altre pdl già depositate e le posizioni dei principali attori della riforma. Intanto Assoprofessioni, apprendendo la notizia della raccolta di firme da parte del Colap, 180 associazioni in rappresentanza di 350 mila professionisti non iscritti a un albo (si veda ItaliaOggi di ieri), replica: ´Non è questo il momento di raccogliere firme per la riforma delle professioni. In questa fase', dichiara il presidente della confederazione delle associazioni delle professioni non regolamentate ´in cui si è detto e si è fatto tutto, l'ultima parola spetta al parlamento. Perciò è opportuno lasciare lavorare i deputati, che finora hanno dimostrato apertura e volontà verso la riforma. Abbiamo già esercitato il giusto pressing per il riconoscimento delle professioni, e questo è il risultato'. Assoprofessioni è dunque convinta che ´valanghe di fax con lettere firmate da professionisti che chiedono la riforma al governo proprio mentre sono in corso le relative audizioni, sono inutili. Anzi, potrebbero addirittura intorpidire le acque. Del resto', avverte Giorgio Berloffa,´le parole dell'onorevole Pisicchio (presidente della commissione giustizia, ndr) sono state chiare, quando a ItaliaOggi il 23 marzo, dichiarò: "Se qualcuno pensa che le audizioni siano un'inutile liturgia, eviti pure di presentarsi in commissione. Si risparmia tempo. Personalmente non ritengo inutile questo passaggio. Il governo fa le proposte. Il parlamento deve deliberarle. Tutti gli elementi a disposizione sono strumenti fondamentali per una consapevole legislazione che tiene conto di tutte le posizioni in campo. Rispetto la decisione del presidente della camera di affidare in sede congiunta l'indagine"'. (riproduzione riservata) Ignazio Marino
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