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Riforma: Assoprofessioni pronta a discutererne in Parlamento |
Pamela Giufrè - 13/04/05 |
| COMUNICATO STAMPA
Assoprofessioni delusa e rammaricata. La confederazione delle associazioni professionali promette un'aspra battaglia parlamentare per la riforma delle professioni. Anche se resta convinta che il Parlamento non approverà provvedimenti anacronistici come il maxiemendamento governativo al decreto sulla competitività. Nonostante questa fase sia stata caratterizzata da una serie di assurdità. In testa a tutte, l'avversione dichiarata sin dal primo momento da una parte delle associazioni delle professioni non regolamentate verso un decreto sulla competitività che, tutto sommato, dava loro una possibilità più ampia di riconoscimento, rispetto invece ad un testo che oggi taglia fuori tutti. E' questo infatti la logica conseguenza venuta a crearsi con l'aggiunta della lettera I) dell'articolo 2 bis del maxiemendamento. “La lettera I) – dichiarano il presidente nazionale ed il segretario generale di Assoprofessioni, Giorgio Berloffa e Roberto Falcone – riporta la discussione sulla riforma indietro di almeno 10 anni”. La stessa lettera l), infatti, nello stabilire il diritto dei professionisti ad ottenere il riconoscimento pubblico delle professioni non disciplinate da disposizioni normative a da ordinamenti professionali, non fa che interpretare in modo autentico il concetto di attività regolamentate o tipiche, espresso nella successiva lettera m) dello stesso articolo. “In tal modo – afferma Assoprofessioni – l'entrata in vigore del decreto sulla competitività nel testo così voluto dal governo, difficilmente potrà permettere il riconoscimento di nuove professioni e delle relative associazioni”. Ancor più assurdo è che Assoprofessioni ha da sempre dato piena disponibilità a portare avanti la riforma delle professioni (la confederazione esiste da luglio). In particolare per favorire il riconoscimento delle nuove professioni e delle associazioni rappresentative, Assoprofessioni non aveva considerato limitativo il riconoscimento di nuove professioni, purché non tipiche delle attività esercitate dagli ordini. “Su questo punto – fanno sapere i vertici di Assoprofessioni – siamo intervenuti per meglio specificare che in tale concetto erano da ricomprendersi solo le attività riservate”. Assoprofessioni ha infatti proposto tre emendamenti al comma 8 dell'articolo 2, che maggioranza e opposizione hanno accolto e presentato. “Ma questo – dicono Berloffa e Falcone riferendosi al maxiemendamento – è un colpo di mano dell'ultimora che mai ci saremmo aspettati e che produce solo svantaggi a quelle stesse categorie professionali per le quali la riforma ha maggiormente ragione d'esistere”. Assoprofessioni si chiede infine “cosa avrà da dire il governo, se approverà il decreto sulla competitività con questi emendamenti, ai milioni di professionisti che esercitano nuove professioni o ai numerosi giovani che intendono farlo in futuro”. |
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